
di Redazione
FOGGIA -
C'è un'Italia civile che non ci sta. C'è una parte d'Italia, la migliore, che è fatta di masserie, verde, pianure, montagne, mare. Le mire del Governo Berlusconi, proprio mentre la tragedia giapponese e le ripercussioni sul territorio di Fukushima hanno sollevato la popolazione nipponica, portandola in piazza contro ogni forma di riattivazioni delle centrali, sono concentrate su quest'Italia migliore. Nel tentativo, tronfio e sprezzante, di sostituire l'ambiente con il profitto, il bene comune con l'interesse privato, la bellezza con la cementificazione e, peggio, con i rischi dell'atomo.
Manda in televisione, sui giornali ed alla radio le sue peggiori energie, quelle più decise a conquistarsi la propria fetta della torta radiattiva a scapito della popolazione italiana. E, soprattutto, facendo pagare alla collettività un costo altissimo in termini di distruzione e di rischio. Lo fa propagandando rassicuranti menzogne, volendo convincere che il nucleare non sortisca effetti, che non riverbera conseguenze sul presente e sulla vita di tutti.
E, mentre culla dolci (e false) illusioni, progetta, cartina alla mano, dove impiantare e cosa impiantare. Ed un paio di bandierine d'annessione sono finite anche sulla nostra bella Daunia, precisamente nelle zone di Manfredonia e di Lesina, indicate, ormai da mesi, come possibili siti di collocazione atomica.
È l'ennesima contraddizione di un progetto di propaganda che, mentre intende salvaguardare, opportunisticamente, il turismo di Lampedusa, nell'ipocrisia della difesa dei diritti della gente, dall'altra parte punta a cancellare, finanche disintegrare le risorse presenti altrove. E in specie in una terra, come quella della Capitanata costiera, che fa del turismo la sua primaria fonte di reddito, seppur stagionale e limitato alla balneazione. Senza contare i danni permanente sull'uomo, la difficoltà dello smaltimento delle scorie, che turberebbero altre comunità con la dose letale di tumori e di morte.
Ecco perché, di fronte a queste paura, già 24 anni fa, nel 1987, gli Italiani non ebbero dubbia ad urlare, fortissima, la loro contrarietà al progetto nucleare. Progetto che oggi torna e cerca di insinuarsi daccapo nell'esistenza del Paese d'Arte per eccellenza. Che noi vogliamo preservare in quanto fantastico collage di poeti ed artisti, di bellezze architettoniche ed antropologiche. Perché il Paese che vogliamo è un Paese puro, pulito, che sfrutti quella immane risorsa che sono le fonti che la Natura mette a disposizione: sole, vento, acqua. Che non abbiamo mai utilizzato abbastanza, pur garantendo la certezza del futuro, non la sua probabilità. Una produzione energetica razionale e senza rischi, opposta a quella, pericolosa e devastante, dell'atomo.
L'unica cosa sicura del nucleare sono i rischi.
Rischio Esplosioni. Una centrale nucleare può andare fuori controllo e causare conseguenze su vasta scala e per tempi lunghi. Anche le nuove centrali non sono intrinsecamente sicure e in più contengono volumi molto maggiori di materiali radioattivi.
Rischio Terremoti. Le centrali nucleari sono esposte al rischio sismico, che non è mai prevedibile o quantificabile.
Rischio Terrorismo. Una centrale nucleare è un facile obiettivo per un attacco militare o un attentato terrorista.
Rischio tumori. I reattori nucleari rilasciano radioattività nell'aria e nell'acqua, nel corso del loro normale funzionamento e a causa di piccoli incidenti. Vicino alle centrali e ai siti di stoccaggio delle scorie, l'incidenza di tumori e leucemie è molto più alta.
Rischio Economico. La scelta nucleare costringerebbe la comunità italiana a spese abnormi in una fase economica già critica.
Rischio Uranio. Il prezzo dell'uranio negli ultimi dieci anni è aumentato e le riserve nel mondo sono limitate, come il petrolio. Rischio Bolletta. Con il nucleare paghiamo noi, in tutti sensi. Comprese le bollette, che per 20 anni, aumenteranno per coprire le spese legate alle centrali. L'elettricità dai nuovi impianti costerà più di quella da eolico e da gas naturale. Anche il solare costerà meno nel corso dei prossimi anni.
Rischio Scorie. Lo sviluppo del nucleare civile comincia nel 1954. Ad oggi non è ancora stata trovata una soluzione per sistemare in modo sicuro le scorie nucleari.
Rischio per le Energie Pulite. Per fare spazio al nucleare vogliono bloccare le fonti rinnovabili, un settore in forte crescita, mentre non si investe più nell'efficienza energetica.
Per tutti questi motivi, il Comitato di Foggia per il SI al referendum contro il nucleare ha organizzato una manifestazione pubblica che si svolgerà nella giornata di sabato 16 aprile, a partire dalle 17.30, nell'Isola Pedonale (Corso Vittorio Emanuele), cui aderiranno tutte le associazioni e i singoli che hanno sottoscritto la contrarietà al progetto governativo.