Palestre comunali, una vergogna tutta foggiana


Il direttore sportivo della Sportlab lancia un appello alle istituzioni per risolvere la questione del ´Preziuso´

Palestre comunali, una vergogna tutta foggiana
luned́ 8 novembre 2010 17:7:23

di  Redazione

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FOGGIA - Vincere e provare una sensazione di vergogna allo stesso tempo. E’ ciò che ha provato il direttore sportivo della Zammarano Sportlab Foggia, Antonio Mazzilli, squadra di volley maschile capolista in serie B2, viste le condizioni disastrose della palestra ‘Preziuso’ di Foggia dove si svolgono le partite casalinghe della squadra foggiana.

Il dirigente della Sportlab parla di “vergogna più assoluta che è subentrata per i motivi che è doveroso manifestare pubblicamente. La prima causa è il buio, che invade il palazzetto comunale subito dopo la fine dei match casalinghi, a causa dell’usuale, rapido spegnimento delle luci dell’impianto. Una rapidità che non comprendiamo, visto che nell’impegno della palestra in occasione delle gare dovrebbe essere compreso il tempo utile alle squadre per usufruire dei servizi igienici e delle docce e per cambiarsi d’abito. Eppure, regolarmente, le luci si spengono in tempi che sono sufficienti appena per indossare la tuta e raccogliere i borsoni. Così, anche alla partita con il Marcianise, ha fatto seguito la mesta e triste uscita degli atleti accaldati e costretti a rinunciare alla doccia per l’interruzione dell’erogazione dell’acqua. Una mancanza nei confronti degli ospiti che disonora la società padrona di casa ma, ancor di più, il buon nome di Foggia. Cosa si poteva ribattere, ai nostri ospiti del fine settimana, quando hanno fatto osservare, a giusto titolo: “E poi dicono che noi Campani siamo immersi nell’immondizia! Foggia è peggio. E’ uno schifo!”. Abbiamo solo potuto far finta di non aver sentito”.

“Questo, per non parlare delle conseguenze disciplinari e delle sanzioni che la società è costretta a pagare per questi disagi causati agli ospiti, per colpa del Comune. La seconda cagione di vergogna mi ha colpito come un macigno quando, in un orrido, quanto obbligato spettacolo ‘vespasianesco’, gli atleti di Marcianise sono stati costretti a cercare un angolo nascosto all’esterno del palazzetto per espletare i loro bisogni. Una scelta forzata, se si pensa che tutti i bagni del ‘Preziuso’ erano chiusi a chiave, sempre a causa la mancanza di acqua: un fatto che non avviene nemmeno più in paesi del Terzo Mondo, negli impianti ufficialmente agibili. Come dirigente, ma soprattutto come uomo di Sport, ho provato tanto imbarazzo e amarezza: sensazioni che, piuttosto, dovrebbero provare i veri responsabili di tale scempio. I quali, invece, restano inerti ad osservare. Questa lettera aperta vuole essere un grido di allarme rivolto a quanti amano Foggia e le attività che le danno lustro. Lo sport ed altre attività fondamentali per la Città, non possono essere considerate mere partite di bilancio. Questa è la strada maestra che porta dritta al fallimento”.


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