Con un giorno di ritardo, Ariano commemora i caduti


Il Tricolle ha commemorato i caduti di tutte le guerre, reso omaggio alle forze armate, celebrato la festa dell´unità nazionale.

Con un giorno di ritardo, Ariano commemora i caduti
venerd́ 5 novembre 2010 21:1:29

di  Redazione

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ARIANO IRPINO - Con un giorno di ritardo sul calendario, Ariano Irpino ha commemorato i Caduti di tutte le guerre, reso omaggio alle Forze Armate, celebrato la Festa dell'Unità nazionale ed inneggiato alla pace, con una sobria cerimonia.Presenti rappresentative di scuole di ogni ordine e grado della Città: dal Liceo Parzanese ai tre Circoli Didattici, alle scuole medie. Rappresentate nelle loro interezza le Forze Armate: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Polizia Penitenziaria, Polizia Municipale e poi le associazioni, in particolare l'Associazione Nazionale Bersaglieri, l'Associazione Famiglie dei Caduti in guerra, l'Associazione Mutilati ed Invalidi di guerra, l'Associazione Orfani di guerra ed ancora la Croce Rossa, la Protezione Civile; rappresentato anche il Tribunale quale presidio di legalità.
 
Tra le autorità il Vice Questore Cuccovillo, il Capitano dei carabinieri D'Antonio, il Direttore del Carcere Iuliano, l'Assessore Provinciale Gambacorta, il Comandante di Vigili Cirillo e per l'Amministrazione Comunale gli Assessori Mastandrea, Li Pizzi, Leone, Pratola, D'Amato e il consigliere Puopolo.
 
 
E' stato S.E. il Vescovo, Mons. Giovanni D'Alise a celebrare la Santa Messa in suffragio ai Caduti di tutte le guerre. Picchetto d'onore in Basilica Cattedrale con i Carabinieri in alta uniforme alla presenza del Gonfalone della Città e degli stendardi delle diverse rappresentanze scolastiche ed associazionistiche. Partecipazione attiva da parte dei bambini e delle associazioni che hanno letto alcune preghiere.
 
Il Vescovo nell'invitare alla preghiera per i militari che in guerra hanno dato la vita, ha rivolto un grande grazie alle Forze Armate, ha lanciato un forte monito alla politica ad impegnarsi di più in questo momento di difficoltà che vive la nazione ed ha ringraziato il Signore per questi 60 anni di pace. "Abbiamo ricevuto due grandi doni che forse non apprezziamo abbastanza- ha affermato D'Alise- l'unità sotto una sola bandiera ed un solo Governo, dono venuto da Dio e dallo sforzo di intellettuali e persone che hanno dato la vita; l'altro dono è una Costituzione forte, che ci protegge anche se oggi necessita di esser rinnovata".
 

Al termine della Messa un corteo composto ha raggiunto località Piano della Croce per la deposizione sul Monumento ai Caduti della corona d'alloro precedentemente benedetta dal Vescovo.
 
Dopo la sistemazioni delle autorità su una pedana e delle scolaresche attorno al Monumento, c'è stato l'alzabandiera, accompagnato dagli squilli di tromba a cura dei Bersaglieri, l'Inno, la deposizione della corona e il "Silenzio".
 
 
E' stato Giuseppe Mastandrea, in qualità di Assessore alla Pubblica Istruzione e quale delegato del Sindaco, Antonio Mainiero assente per sopraggiunti improrogabili impegni, a tenere il discorso commemorativo.
 

Mastandrea ha ringraziato tutti i presenti: le autorità civili, militari e religiose, le Forze Armate, le scuole, le Associazioni, in particolare la "Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche" che insieme al Comune di Ariano Irpino ha curato l'organizzazione della celebrazione e a tal proposito un ringraziamento speciale lo ha rivolto all'Assessore alle Politiche Sociali, Raffaele Li Pizzi, che ha coadiuvato con dovizia l'evento.
 
 
Poi il delegato del Sindaco Mainiero ha sottolineato la particolare rilevanza assunta dalle celebrazioni di quest'anno poiché coincidono con i 150 anni dalla spedizione dei Mille, evento cardine del processo risorgimentale culminato nella successiva proclamazione del Regno d'Italia.
 
 
Ha ricordato il sacrificio di tante vite e si è rivolto agli studenti ai quali in futuro toccherà preservare la memoria e portare avanti momenti come questo; infine un riferimento all'attualità: "L'Italia , ed è motivo di orgoglio per tutti noi, contribuisce con le proprie Forze Armate a favorire il superamento di condizioni di vita esposte a violenze e terrorismo. Siamo orgogliosi di quanto essi fanno ogni giorno in nome del nostro paese e della comunità internazionale".
Come da tradizione si è quindi dato lettura alla "Preghiera dell'Orfano di guerra". Questa volta è toccato a Luigi Russo, figlio del compianto Presidente dell'Associazione Orfani di guerra, Peppino Russo, scomparso da pochi giorni.
Infine il discorso di Francesco Paolo De Gruttola, Componente direzione nazionale Associazione Mutilati ed invalidi di guerra e nipote di Antonio Bonnanzio, Presidente della Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche: "Il monito è di non sacralizzare la guerra in sè- ha detto tra le altre cose De Gruttola- il mito dell'esperienza della guerra rischierebbe infatti di legittimarla e, rimuovendone la reale tragicità, rischierebbe di rimodellare la memoria innalzando un'esperienza di morte e di sofferenza al rango sacro".


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