Si infiamma in Puglia il dibattito contro l´intenzione di bloccare le borse di studio agli studenti meridionali

di Redazione
FOGGIA -
"La proposta del presidente della Regione Piemonte, che vorrebbe bloccare le borse di studio agli studenti meridionali, è una vera assurdità che mi rattrista molto. Ma questa vicenda deve anche farci fare un esame di coscienza ed ammettere che la colpa è anche nostra", è questo l'amaro commento di Peppino Longo, consigliere regionale dell'Udc.
Una proposta assurda. "L'idea del governatore Cota ha dell'assurdo - prosegue Longo - e, usando un termine forte, oserei dire che è quasi razzista. Come ci può immaginare di penalizzare i nostri bravi studenti che frequentano le università piemontesi? Quale è la differenza tra loro ed i colleghi piemontesi? Anche i nostri pagano le tasse universitarie e, a differenza dei ragazzi piemontesi, sopportano anche il peso di una vita da fuori sede con tutti i disagi, anche economici per le loro famiglie, che questo comporta. Ma come si può consentire che tutto ciò accada? E' come - prosegue il consigliere regionale dell'Udc - se i tanti figli di lavoratori del Nord che lavorano nelle fabbriche della nostra Puglia, avessero un trattamento diverso nelle nostre scuole, pagando più cari i libri o non avendo diritto alle agevolazioni che spettano agli studenti".
L'auspicio. "Mi auguro - afferma ancora Longo - che il governatore Vendola e l'assessore Sasso non si facciano passare da sotto il naso questo provvedimento, che facciano la voce grossa con Cota e gli facciano cambiare idea. Il presidente Vendola, che studia da leader nazionale e che frequenta gli stessi salotti televisivi del suo collega Cota, faccia sentire la voce della Puglia e pretenda trattamenti uguali per i tanti nostri ragazzi che studiano nelle altre regioni. Ma questa vicenda - conclude Peppino Longo - deve farci riflettere, e tanto. Se i nostri ragazzi sono costretti ad andare fuori a studiare, forse un po' di colpa è anche nostra: se in passato le nostre Università avessero investito in attrezzature e servizi e avessero messo a punto metodi di insegnamento al passo coi tempi, probabilmente non ci sarebbe stata la classica fuga di cervelli. Il tempo per correre ai ripari, però, c'è sempre".
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