San Severo, arrestato bulgaro per riduzione in schiavitu’, induzione e sfruttamento alla prostituzione


L´operazione è stata condotta dai Carabinieri di San Severo

San Severo, arrestato bulgaro per riduzione in schiavitu’, induzione e sfruttamento alla prostituzione
venerdě 13 luglio 2012 12:19:43

di  Redazione

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SAN SEVERO - I Carabinieri di San Severo hanno sottoposto a fermo d'indiziato di delitto per i reati di induzione alla prostituzione e riduzione in schiavitù FIDANOV TSVETAN detto "ZEZKO", cittadino bulgaro di 29 anni.

L'arresto è stato operato lo scorso 1° luglio dai militari della Compagnia Carabinieri di San Severo, nell'ambito delle indagini condotte congiuntamente al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Foggia sotto il coordinamento della Procura della Repubblica del capoluogo e della DDA di Bari, in occasione del rinvenimento del cadavere del bulgaro IVANOV Valentin.

"ZEZKO" infatti è il figlio dell'uomo ritrovato morto in un uliveto nell'agro di San Severo in prossimità del km 649 della SS 16 il primo del corrente mese.
Il fermo è stato eseguito sulla base delle testimonianze assunte dagli inquirenti nel corso delle prime indagini avviate per far luce sul misterioso rinvenimento del cadavere del bulgaro.
Quel giorno infatti, presso la locale Compagnia Carabinieri sono stati ascoltati decine di bulgari abitanti in masserie abbandonate della zona, tra cui alcune giovani donne che venivano sfruttate da propri connazionali sulle strade di San Severo.

Dopo le iniziali reticenze, dovute al terrore per eventuali ritorsioni dei propri aguzzini, alcune ragazze sono riuscite ad aprirsi, raccontando con l'aiuto di un'interprete le angherie subite in particolare dal FIDANOV.
L'uomo, che le aveva portate in Italia con l'illusione di un lavoro pulito prestando loro i soldi per il viaggio, aveva poi trattenuto i loro documenti in attesa che potessero saldare il debito di alcune migliaia di euro. I soldi dovuti ovviamente dovevano guadagnarli sulla strada, prostituendosi ogni giorno, arrivando a ricavare anche 300 euro che dovevano però interamente versare al proprio sfruttatore che le picchiava se non si comportavano bene.

Racconti agghiaccianti, maturati in contesti difficili di grande degrado. Una delle ragazze, che "Zetzko" , considerava la sua "fidanzata", pur se veniva puntualmente fatta prostituire e picchiata se adempieva ai propri doveri, ha raccontato di avere 4 figli in Bulgaria e di non avere soldi per poter tornare. Infatti era proprio sullo stato d'indigenza di queste ragazze che si basava il potere dello sfruttatore bulgaro che considerava le donne come un oggetto di proprietà.
Il fermo operato dai Carabinieri sulla base dei gravi indizi di colpevolezza raccolti nella circostanza è stato poi convalidato dal Gip del Tribunale di Foggia che ha lasciato l'uomo in carcere.

Intanto sul fronte delle indagini per la morte di IVANOV Valentin, gli esami autoptici eseguiti sul cadavere lunedì scorso hanno ricondotto il decesso a cause naturali escludendo azioni violente esterne.


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