In tutta Italia proliferano focolai di protesta sempre più serrata contro il Governo in carica.

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Siamo, inermi, assistendo a reali giorni di fuoco per il premier Sen. Monti ed il proprio entourage.
Il punto del contendere è : il Decreto "CRESCI ITALIA" e le ormai famose LIBERALIZZAZIONI.
Tanti, difatti, sono i settori coinvolti nella deregulation a partire dalle farmacie, banche , notai fino ad arrivare ai taxi, energia e trasporti.
Noi però, per immaginabili questioni di opportunità, ci occuperemo principalmente di CARBURANTI ed ASSICURAZIONI.
Da Roma hanno stabilito che i gestori degli impianti di distribuzione potranno acquistare ovunque la benzina senza più essere vincolati, teoricamente, alla compagnia petrolifera di appartenenza.
Questi potranno, altresì, riscattare l'impianto ed unirsi ad altri gestori in consorzio per acquistare all'ingrosso il combustibile al fine cercare di "spuntare" un prezzo più competitivo.
Grande libertà verrà lasciata loro su i SELF SERVICE non inglobati nei centri urbani e sulla diversificazione.
Potremmo trovare, infatti, dal nostro distributore di fiducia anche alimenti, bevande, tabacchi, quotidiani e riviste, stazioni di servizio sul modello autostradale per intenderci.
Il Governo chiede al "benzinaio" solo maggiore trasparenza su i prezzi esposti al pubblico ove dovrà essere ben chiara la differenza economica tra un rifornimento fai da te ed uno servito.
Inutile sottolineare la freddezza della categoria a tali modifiche.
Spesso il gestore dell'impianto non è il proprietario dello stesso, sovente, invece, esso è in mano alla compagnia petrolifera, la quale potrà facilmente far valere i suoi forti poteri garantendosi l'esclusività della fornitura.
La liberalizzazione, un provvedimento auspicabile e democratico, ha la prerogativa di sopprimere i monopoli e creare competizione e concorrenza a tutto vantaggio del consumatore.
Va però da considerare che in Italia solo il 7% del costo del carburante riguarda la remunerazione della filiera mentre le tasse incidono tra il 55 ed il 60% ed il costo della materia prima per circa il 30%.
E' facile, per cui, evincere che questo provvedimento, bene che vada, porterà ad un risparmio di qualche centesimo e non a quel picco viscerale che la popolazione realmente si auspica.
Del tutto insoddisfatta, poi, la CODACONS la quale ha palesemente accusato Palazzo Chigi di proteggere le solite lobby.
A detta degli esperti si sarebbe dovuto puntare ad eliminare alcune norme anticompetitive,oggi, in mano alle regioni come già segnalato dall'ANTITRUST, ringiovanire e rendere più efficiente la rete distributiva attuale, aiutare i nuovi investitori con agevolazioni fiscali e sopprimere meccanismi eccessivamente speculativi.
Più apprezzate le modifiche introdotte nell'ambito delle assicurazioni.
Il cliente che accetterà di far ispezionare la propria auto installando una scatola nera, sulla falsa riga del modello aereonautico, riceverà un corposo sconto sulla R.C.A.
L'assicuratore sarà tenuto, in fase di preventivazione, a mostrare le offerte di almeno tre compagnie concorrenti, pena il pagamento di salatissime sanzioni oscillanti tra i 50.000 ed i 100.000 euro.
Stop, poi, alle false polizze: spariranno i contrassegni cartacei perchè sostituiti da soluzioni elettroniche o telematiche.
Il provvedimento più urgente, forse, dovranno però prenderlo le stesse compagnie assicurative diciamo eufemisticamente "incapaci" di controllare fattori interni ed esterni e/o eventuali dolose connivenze relative a falsi sinistri ed a degenze ospedaliere del tutto fasulle, i cui costi sono sempre a carico dei soliti onesti cittadini contraenti. In questo caso si che ci sarebbe il famoso picco...
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