Caso "General Costruzioni", Longo dovrà risarcire 550mila euro


"E´ assurdo ed aberrante che un cittadino non sappia di essere coinvolto in un processo", scrive Longo.

Caso "General Costruzioni", Longo dovrà risarcire 550mila euro
venerd́ 8 giugno 2012 10:41:9

di  Redazione

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FOGGIA - 550 mila euro, questo l'importo che dovrà risarcire Bruno Longo alla ditta General Costruzioni srl per il servizio di espurgo, trasporto e trattazione di liquami, quando ricopriva l'incarico di assessore ai Lavori Pubblici  con Agostinacchio sindaco.
E' il tribunale civile di Foggia che lo ha stabilito, a seguito della sentenza del Giudice Danilo Chieca. Assolti l'ingegnere capo Biagini, il responsabili del servizio economico e finanziario Di Cesare e il funzionario del Comune Tusino.
Anche la ditta condannata al risarcimento per le spese processuali nei confronti del comune accusato di indebito arricchimento per una somma pari a 37 mila e 500 euro. 

Di seguito, il comunicato stampa di Longo in merito alla vicenda:
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In riferimento alle notizie di stampa,che mi vedrebbero coinvolto in un processo civile per risarcimenti danni nei confronti di una ditta,che non fu regolarmente pagata dal comune per i servizi di igienizzazione svolti a favore di famiglie bisognose,si precisa che:
- è assurdo ed aberrante che un cittadino,in uno stato civile democratico e libero, non sappia di essere coinvolto in un processo,e che quindi non abbia avuto la possibilità di difendersi in giudizio,nominandosi un avvocato, dal momento in cui mai nessuno ha notificato al sottoscritto l'esistenza di una causa civile;

- proprio per questo motivo,il sindaco Mongelli in rappresentanza del comune di Foggia,difeso dall'avv. Drogonetti e dall'avv. Puzio ed i signori dr Carlo Di Cesare ed ing. Fernando Biagini ,hanno avuto facilissima partita nello scaricare sul sottoscritto inesistenti responsabilità,perché in circa dieci anni di giudizio al sottoscritto non è stata data la possibilità di nominarsi un difensore e di sapere cosa avvenisse nel dibattimento;

- risulta sleale e vergognoso che gli avvocati del comune,avv. Drogonetti ed avv. Puzio,pur conoscendo la circostanza in quanto consigliere comunale con frequenti rapporti istituzionali,non abbiano,deontologicamente, mai avvisato il sottoscritto di un coinvolgimento in un processo civile in corso;

- in maniera ancora più grave,è veramente vergognoso e immorale il fatto che,pur trattandosi di un processo civile ,peraltro,in corso,essendosi celebrato solo il primo grado di giudizio,da parte di ambienti dell'amministrazione comunale si siano inondate le redazioni di copia delle sentenza,nel ridicolo tentativo politico di danneggiare l'immagine di un consigliere comunale che fa il suo dovere;

- il tutto sembra essere riconducibile,ovviamente, alla dura battaglia di opposizione che il sottoscritto sta sostenendo nei confronti delle illegalità ed illegittimità degli atti amministrativi della giunta guidata dal sindaco Mongelli,e per altro verso la lotta che si sta sostenendo per l'abolizione della "Avvocatura del Comune",che frutta anche ai succitati avv. Puzio e Dragonetti spropositate somme aggiuntive ai già lauti stipendi valutabili in centinaia di migliaia di euro l'anno ;

- a sostegno dell'assenza totale di responsabilità nella vergognosa vicenda,anche la ditta alla quale il comune non ha corrisposto le dovute spettanze,opporrà insieme al sottoscritto appello avverso la sentenza,per illecito arricchimento del Comune e per chiarire le responsabilità dei dirigenti comunali;

- il sottoscritto già nella giornata odierna ha incaricato l'avv. Antonio Ciarambino di proporre appello alla sentenza di primo grado,dove finalmente assistito da un legale,fornito di valide prove e di corretta documentazione si potranno smantellare le assurde ed inconsistenti argomentazioni dei legali del comune e dei dirigenti comunali,giocando finalmente ad armi pari,per il ripristino della verità dei fatti;

- i risibili tentativi estorsivi e puerilmente vendicativi di chi utilizza l'apparato amministrativo per fini politici e distorti ,non scalfiscono e non scalfiranno l'incrollabile fede del sottoscritto nell'opera di moralizzazione della pubblica amministrazione,gravemente compromessa da dirigenti incapaci e da una politica approssimativa e fallimentare..


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