"Shame", Fassbender nel gorgo della dipendenza sessuale


Un film durissimo, che non ha paura di spingersi oltre il lecito per mostrare tutto l´orrore di una sottomissione umiliante e spersonalizzante; in tv vedremo due grandi classici americani come "L´appartamento" di Wilder e "Da qui all´eternità" di Zinnemann

"Shame", Fassbender nel gorgo della dipendenza sessuale
domenica 22 gennaio 2012 9:48:39

di Giuseppe D'Errico

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FOGGIA - IN SALA
Shame, 2011, Usa-GB, di Steve McQueen con Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge Dale, Nicole Beharie, Hannah.

"Fate l'amore, non fate la guerra" era un vecchio slogan hippie dall'intento pacifista che Brandon (Michael Fassbender), affascinante trentenne newyorkese, non riesce proprio a onorare: che sia in casa, in strada o in una toilette d'ufficio, egli non può sopprimere una devastante dipendenza sessuale scevra da ogni traccia di sentimento, che lo induce a riempire le sue giornate di rapporti occasionali, di pornografia e di onanismo frenetico, nel disperato (e disperante) tentativo di placare quella che è diventata una impellenza ormai primaria e patologica che lo umilia e lo distrugge dall'interno. Praticamente solo e senza una vera vita sociale, Brandon vedrà sconvolta la sua squallida quotidianità dall'arrivo destabilizzante della sorella minore Sissy (Carey Mulligan), fragile cantante di night club a cui lo lega un passato misterioso e drammatico, e dalla frequentazione sincera con una collega d'ufficio che lo costringerà a scontrarsi con una realtà che sembra averlo irrimediabilmente inghiottito.
Presentato in concorso all'ultimo Festival di Venezia, dove Fassbender ha vinto la Coppa Volpi come migliore interprete maschile, la seconda opera del regista McQueen (solo omonimo del grande attore di Getaway), dopo il pluripremiato esordio di Hunger (2009) che in Italia è rimasto scandalosamente inedito, affronta senza censure e con disturbante violenza emotiva, il calvario di un uomo vittima di se stesso e dei suoi irrefrenabili impulsi, che lo costringono ad un isolamento forzato e frustrante nella ‘gola profonda' del sesso senza amore. Se la dipendenza del protagonista è messa in scena con imbarazzante realismo, non sono altrettanto ben chiarite le dinamiche e le cause che muovono Brandon nel suo incubo sessuale, una mancanza narrativa, questa, che si affida troppo alla perspicacia dello spettatore verso alcune criptiche sequenze (una su tutte, la straziante esecuzione di "New York, New York" di Sissy, talmente intensa da suggerire sottotrame nascoste) e che rischia di far apparire del tutto gratuiti alcuni momenti finali. Ma forse al regista non interessa indagare il privato pregresso dei suoi personaggi, si limita ad esporne le cicatrici per evidenziare un presente fatto di vuoto e di orrore.
Pretenzioso o ispirato che sia, Shame rimane un viaggio indelebile nei labirinti della sottomissione per la potenza con cui è stato realizzato, dalla regia debitrice dell'ultimo Von Trier, alle interpretazioni coraggiose della magnifica Carey Mulligan e di Michael Fassbender, credibilissimo sex addicted al centro del gossip per i suoi indugiati e chiacchieratissimi nudi integrali.
Si astengano le anime candide: un film per chi ha nervi saldi.

IN TV
L'appartamento (1960) di Billy Wilder, spaccato agrodolce sui vari livelli di prostituzione sociale, con Jack Lemmon e Shirley MacLaine: domenica 22 gennaio alle 17:10 su Rai Movie;
La casa dei nostri sogni (1948) di H.C. Potter, una commedia esilarante sulla proprietà per eccellenza che si rivela un totale disastro, con Myrna Loy ed un ineffabile Cary Grant: lunedì 23 gennaio alle 2:20 su Raiuno;
Da qui all'eternità (1953) di Fred Zinnemann, 8 Oscar per uno dei più straordinari melodrammi hollywoodiani di sempre, con un c a s t mirabolante che comprende Montgomery Clift, Frank Sinatra, Burt LanCaster e Deborah Kerr: giovedì 26 gennaio alle 2:20 su Rete 4;
The reader - A voce alta (2008) di Stephen Daldry, robusto dramma giudiziario sul tema dell'Olocausto, con una Kate Winslet premiata con l'Oscar: venerdì 27 gennaio alle 21:00 su Raitre.
A tutti una buona visione.


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