Ancora in sala una commedia romantica d´oltralpe di grande stile visivo che sa divertire senza scadere nel melenso; in tv vedremo "Io e Annie" di Woody Allen

FOGGIA -
IN SALA
L'amore dura tre anni (L'amour dure trois ans, 2012, Francia) di Frédéric Beigbeder con Gaspard Proust, Louise Bourgoin, Joey Starr, Elisa Sednaoui, Valérie Lemercier, Jonathan Lambert.
Dimenticate la favola, le cene a lume di candela, le notti trascorse tra passeggiate e lenzuola di seta: il "per sempre" non funziona e che l'amore sia eterno, ormai, è una follia per inguaribili romantici. Ne sembra piuttosto convinto Frédéric Beigbeder che, non contento di aver scritto un best seller sul tema, ne ha anche diretto la trasposizione cinematografica.
L'amore dura tre anni, grazie a un'acidità inaspettata per il genere e a uno stile très chic quasi fino al patinato, riporta lo spettatore nelle atmosfere ricercate e gustosamente impertinenti della nouvelle vague francese, tra amori travolgenti e separazioni ancor più vorticose.
Reduce da un divorzio traumatico, il critico letterario Marc Marronier decide di scrivere sotto pseudonimo un libro in cui spiega i motivi per cui l'amore uomo-donna sarebbe destinato a perire al terzo anno di vita; poi incontra la radiosa Alice e, complici le note di Michel Lagrand, se ne innamora pazzamente. C'è solo un piccolo contrattempo: il suo trattato anti-romantico diventa un successo che invade la Francia e Marc, ormai perso nella malìa dei sentimenti, non sa come salvare la faccia davanti alla sua bella che, senza mezzi termini, confessa di detestare il libro e il maschilismo che affligge il suo autore.
Non ultimo (in sala c'è anche il delizioso duello da camera di Cena tra amici) di una serie di commedie d'oltralpe che, nell'ultima stagione, hanno fatto incetta di consensi, L'amore dura tre anni è una commedia sofisticata che fa eco alla grande tradizione romantica francese (difficile non pensare a Truffaut), senza per questo apparire mai melensa o banale. Al contrario, riesce a rendere estremamente gradevole un canovaccio più volte sfruttato tramite iniezioni non proprio indolore di perfido cinismo, completando il quadro sfrontato del panorama amoroso del nuovo millennio.
Un esordio decisamente notevole per Beigbeder, che rafforza lo script con uno stile registico pieno di stravaganti eleganze visive, e dirige alla perfezioni i suoi interpreti, l'affascinante stropicciato Gaspard Proust e la bellissima Louise Bourgoin.
Piccolo colpo di genio nel finale, quasi uno sberleffo al presuntuoso pessimismo di Von Trier, perché l'amore, pur se incrollabile, è sempre in balia degli eventi, anche atmosferici.
IN TV
Io e Annie (1977) di Woody Allen, una commedia da 4 Oscar che ha segnato un'epoca e consacrato il sodalizio del regista con la splendida Diane Keaton: giovedì 12 luglio alle 21:00 su La7d;
Testimone d'accusa (1957) di Billy Wilder, thriller giudiziario straordinario tratto da un romanzo di Agatha Christie e con un c a s t stellare: venerdì 13 luglio alle 21:10 su La7.
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