di Redazione
FOGGIA -
L'emergenza legata ai flussi migratori che ha contraddistinto quest'ultimo periodo ha visto protagonista, come accade peraltro da qualche anno, il territorio di Capitanata in tema di accoglienza e ricezione di "ailanti" ospitati al Centro di Accoglienza di Borgo Mezzanone, dove dal mese di gennaio sono stati ospitati 2425 ospiti di cui 1577 tunisini.Tra questi, tanti i casi di soggetti vulnerabili in ragione di violenze fisiche o psicologiche subite, giovani donne in gravidanza o con prole in tenera età. Taluni, anziani, sono seguiti da parenti che si occupano di loro.
Notevole anche l'afflusso di minori (25) non accompagnati che, con l'aiuto di conoscenti, hanno affrontato il mare e, giunti a Lampedusa o addirittura sulle nostre coste (come è recentemente accaduto sul litorale del comune di Margherita di Savoia dove sono sbarcati 26 minori egiziani in compagnia di adulti), sono stati accolti e poi affidati a Comunità di Accoglienza che più che mai hanno avuto un ruolo risolutivo nella gestione di questo aspetto dell'emergenza flusso migratorio.
Continui sono i contatti tra referenti di questi centri di accoglienza ed il personale dell'Ufficio Immigrazione della Questura di Foggia che, oltre a fare formazione ed informazione in tema di assistenza legale da ottimizzare a favore di questa categoria di "soggetti vulnerabili", ha voluto proporre l'opportunità di far accedere gli stessi alle procedure di Richiesta Protezione Internazionale "a domicilio", o quasi: accorciare i tempi burocratici significa, in questi casi, anche evitare che i minori - rientranti nel range anagrafico 14/17 anni - si determino ad abbandonare le strutture che li ospitano, come è accaduto in passato, senza poter avere una tutela certa ed una possibilità di un futuro di legalità. La "polizia di prossimità" è attenzione ai dettagli che, spesso, sono la differenza tra la cultura della legalità spicciola e la negazione dell'evidenza che non abbia un peso specifico diverso dall'utile o dall'utilizzabile.
Ieri mattina, infatti, quasi l'intero gruppo di lavoro dell'ufficio immigrazione si è volutamente spostato negli uffici del commissariato di San Severo dove è stato dato convegno ai referenti delle comunità di accoglienza "La Zattera" di Lucera e "Arcobaleno" di Torremaggiore che hanno condotto ben 12 minori non accompagnati dei quali sono affidatari, per la formalizzazione delle procedure amministrative volte alla richiesta di Protezione Internazionale. Contestualmente gli stessi hanno iniziato e concluso nello spazio di un mattino tutta l'attività amministrativa che normalmente viene effettuata in Questura a più riprese attendendo ora solo la convocazione da parte della commissione territoriale di stanza presso il Cara di Borgo Mezzanone. "Vicini alla gente" non può essere solo uno slogan di circostanza, ma il corretto modus operandi. (Red/Fg03)