di Redazione
FOGGIA -
"Quest'importante riconoscimento, di stima e apprezzamento, è una cosa che mi commuove": così ha esordito il neo-laureato Umberto Veronesi prima di dare inizio alla sua Lezione dottorale dal titolo "La scienza contro il cancro". Il professore ha parlato ad una platea totalmente rapita, con l'umiltà e la saggezza che contraddistingue i grandi, non mancando di sottolineare l'amore che nutre per la nostra terra: "Sono felice di ricevere la Laurea dall'Università di Foggia perché ne apprezzo molto la qualità dell'insegnamento, la forza della ricerca e la voglia di guardare al futuro di tutto il corpo accademico. E poi io amo la Puglia, la sensibilità della sua gente e la ricchezza della sua fantasia".
Quindi Veronesi ha continuato ‘a braccio', senza fogli o appunti di sorta, ma affidandosi completamente al flusso di una ragione che non ha mai smesso di essere attiva: è così che confessa di aver deciso di dedicarsi alla lotta contro il cancro sin dal primo giorno di università, che anni addietro la parola ‘cancro' faceva talmente paura che neppure veniva pronunciata e che oggi, al contrario, si è arrivati a "soddisfacenti risultati" a proposito di cure e prevenzione; tuttavia ammette di serbare un certo rammarico nel non essere arrivato per tempo alla senilità con la vittoria in pugno.
Oggi i tumori ereditari si possono curare bene, sappiamo che stili di vita, ambiente e alimentazione influiscono molto a favore della malattia e che, allo stesso tempo, esistono cibi in grado di prevenirla; ma "il tumore è un processo di iperattività delle cellule cancerose che irrimediabilmente finisce per prevalere sull'organismo. Per questo la via della vittoria è ancora faticosa, dovranno ancora essere stanziate grandi quantità di fondi, occorrono medici sensibili alla sofferenza del malato di cancro, occorre la mobilitazione delle coscienze di tutti affinché tutti partecipino alla vita della ricerca". (IlGrecale/Giuseppe D'Errico)
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