
CASALVECCHIO DI PUGLIA -
Circa 300 kg di rame, provenienti dalle linee elettriche e telefoniche di una azienda di laterizi ormai dismessa alla periferia di Casalvecchio di Puglia, lungo la strada provinciale per Castelnuovo, sono stati recuperati dai carabinieri della stazione di Casalnuovo Monterotaro e Castelnuovo della Daunia, nell'ambito di un servizio di controllo del territorio disposto dalla Compagnia di Lucera.
Ad avviare le indagini è stata un telefonata giunta alla stazione di Casalnuovo che segnalava la presenza di una vettura sospetta - una Opel Astra station-wagon - nelle vicinanze di un'azienda dismessa di laterizi, in contrada "Titolo". L'auto risultava intestata ad un pregiudicato sanseverese con precedenti specifici per furto, mentre il cancello dell'azienda risultava forzato.
Entrati all'interno dell'azienda i militari hanno sorpreso e circondato due uomini mentre, con estrema tranquillità, stavano sdradicando i cavi in rame dell'impianto elettrico dello stabile.
Alla vista dei militari i due - entrambi sanseveresi e poco più che trentenni, entrambi pregiudicati per reati specifici - non hanno opposto resistenza ed hanno consegnato tutto il materiale in loro possesso, compresi i "ferri del mestiere": cesoie, trochesi, chiavi inglesi, martelli, tenaglie e guanti isolanti. I due, poco lontano, avevano già accatastato circa 300 kg di rame destinati al mercato nero, per un valore commerciale presunto di 10.000 euro. Dall'inizio dell'anno si tratta del decimo furto di rame messo a segno nella zona dei Monti Dauni Settentrionali.