FOGGIA -
I cadaveri di due uomini, presumibilmente dell'est Europa e di età compresa tra i 30 ed i 40 anni, sono stati ritrovati ieri sera, dagli agenti della Polizia Ferroviaria in un vagone "garato" sui binari del deposito ferroviario foggiano, in via Leone XIII. A dare l'allarme alcuni stranieri, insospettiti dal cattivo odore che proveniva da un carro merci in sosta.
Le indagini. Difficili le operazioni di riconoscimento dei cadaveri ritrovati in avanzatissimo stato di decomposizione (la morte potrebbe risalire a più di un mese fa). I volti erano completamente scarnificati a causa dell'intervento di animali randagi e roditori, mentre sui corpi, gonfi per il processo di disfacimento in corso, non è stato possibile - almeno dalla prima ricognizione cadaverica - evidenziare ferite da taglio o da arma da fuoco utili a stabilire le cause della morte, né tanto mento prendere le impronte digitali dei due. Le numerose tracce di sangue trovate nelle vicinanze del vagone farebbero escludere l'ipotesi della morte naturale. Accanto ai cadaveri, gli agenti hanno ritrovato anche un'asta di ferro sulla quale sono state ritrovate tracce di sangue. I corpi erano nascosti sotto una catasta di coperte all'interno del vagone in sosta che i due stranieri usavano come dormitorio di fortuna.
Il precedente. Il 17 settembre 2010, la Polizia Ferroviaria di Foggia scoprì, a circa 800 metri di distanza l'uno dall'altro, i corpi senza vita di due senza tetto. Per il primo, Mhoamed Sabil, cittadino marocchino 46enne, si trattò di omicidio: per il fatto gli agenti della Polfer arrestarono Gheorghe Roman, mentre per il secondo uomo, il 32enne liberiano Eric Nowa, si trattò di morte naturale.
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